Webinar - Lo stato di salute dei conti pubblici il d. rilancio (23 maggio 2020)

 

EMERGENZA COVID-19

Webinar 23 maggio 2020

 

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 Crisi economica famiglie e imprese

Webinar 30 aprile 2020

17,00 - 19,00

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Teams microsoft

(canale webinar)

"Le procedure concorsuali nell'emergenza"

 

Relatori

Dott. S. De Matteis

(Sost.proc. Corte di Cassazione)

Dott. N. Graziano

(G.D. Tribunale di Napoli)

video

 ***

 

Giovedì 16 aprile 2020

Webinar

Teams Microsoft

Crisi d'impresa e sovraindebitamento

Soluzioni e rimedi

Relatori: Prof. F. Fimmanò

(Vice Presidente Corte dei Conti)

Dott. Nicola Graziano

(G.D. Tribunale di Napoli)

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 Mercoledì 9 aprile 17,30

Webinar

"Sovraindebitamento e crisi d'impresa ai tempi del Covid-19" 

Intervento del dott. Nicola Graziano, G.D. Tribunale di Napoli

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ASSISTENZA EMERGENZA COVID-19

 L'associazione è presente in tutta Italia e fornisce informazioni ed assistenza ai consumatori ed alle imprese in difficoltà. Forniamo informazioni gratuitamente ad imprenditori e famiglie in merito alle agevolazioni fiscali, agli incentivi finanziari e alle misure disposte dal Governo. 

 

Potrete accedere alla pagina contatti ed inviare una email oppure contattarci su WhatsApp 

Potete seguirci su facebook alla pagina https://www.facebook.com/centrotuteleconsumatorieimprese/

 

 CONVEGNO "CASI E QUESTIONI DI SOVRAINDEBITAMENTO" 

7 Marzo 2020 PRESSO IL PALAZZO DUCALE  DI PARETE 

Partecipazione gratuita - Crediti formativi -

 

IN TALE OCCASIONE SARA' PRESENTATO IL LIBRO "Casi e questioni di sovraindebitamento" scritto da L. BENIGNO e N. GRAZIANO

(il ricavato sarà devoluto al sostegno di quei casi di indigenza assoluta portati all'attenzione della nostra Associazione)

CLICCA PER L'ACQUISTO

 

L’Associazione Centro tutele consumatori e imprese, in sigla (A.C.T.C.I.), è una associazione di professionisti, avvocati, dottori commercialisti, advisors e consulenti tecnici, cultori ed esperti di diritto bancario, finanziaria, fallimentare e sovraindebitamento, nonchè il diritto civile nelle sue più variegate questioni. Le attività dell'associazione son finalizzate alla tutela stragiudiziale di soggetti che sono per definizione la parte debole nei rapporti con banche, finanziarie, fisco etc.

La nuova crisi economica causata dall'epidemia da covid-19, dai risvolti futuri incerti, impone un'azione ancora più sinergica a favore di utenti, consumatori e imprese, che si troveranno inevitabilmente ad affrontare una crisi economica nel bilancio familiare o aziendale a causa delle drastiche misure di contenimento disposte dall'Autorità. l'associazione è strutturata sul territorio nazionale ed in grado di assistere tutti coloro che avessero necessità di assistenza e di consulenza. Le esperienze multidisciplinari degli associati consentono di approntare interventi, non solo finalizzati ad affrontare la crisi economica ma anche, in caso di necessità, a rivedere il business model aziendale ed a verificarne le potenzialità di partenza con quelle implementabili. 

Nell'ambito dell'economia familiare sarà adottato un approccio taylor made, fornendo gli opportuni consigli anche per la gestione dell'economia familiare riducendo e azzerando i rischi patrimoniali.

L'associazione agisce ed opera in base ai dettami della Legge 11 agosto 1991 n.266 ed è liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro, a base democratica e partecipativa, e persegue anche attività di segretariato sociale ai sensi dell'art. 22, comma 4, lettera a), della legge 8 novembre 2000, n. 328.

A.C.T.C.I. intende operare sul territorio nazionale e locale per informare, promuovere, assistere, tutelare, rappresentare e difendere i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti dei servizi bancari, creditizi e finanziari, assicurativi, postali e sociali e comunque gli interessi diffusi dei consumatori e degli utenti in genere. L’associazione ha come scopo esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti anche attraverso l’attività di segretariato sociale ai sensi della L. 328/2000, art. 22, comma 4; servizi di coordinamento, organizzazione e supporto agli Organismi di Composizione della Crisi ex legge 3/2012; promuove ed assicura la tutela, sul piano informativo - preventivo, contrattuale e giudiziale - risarcitorio, dei fondamentali diritti: · di natura economico - patrimoniale, quali il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nella costituzione e nello svolgimento dei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi, con particolare riguardo ai servizi finanziari e creditizi e per la prevenzione e tutela dal fenomeno diffuso dell'usura, anche attraverso strumenti di tutela collettiva (c.d. class action), di natura informativo - divulgativa, quali il diritto ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, nonché il diritto alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e tra gli utenti; · di natura sociale generale, quali il diritto alla tutela della salute, alla sicurezza e alla qualità dei prodotti dei servizi, alla erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza, con particolare riguardo al servizio sanitario, al servizio postale, alla funzione pubblica di vigilanza e controllo del credito, delle assicurazioni, del mercato mobiliare, del servizio farmaceutico, dei trasporti, delle telecomunicazione e servizi, nonché in materia urbanistica ed edilizia.

Siamo aperti ad accogliere professionisti di tutta Italia che desiderino approfondire studi, rendere un servizio sociale e che condividano gli scopi e le finalità dell'associazione. 

 

 

 

 

 

 

 

Le procedure di sovraindebitamento

Procedure di sovraindebitamento e gratuito patrocinio; un diritto garantito dalla Costituzione 

di Luigi Benigno


L'attivazione di una procedura di sovraindebitamento può contribuire non solo ad esdebitare i consumatori e le imprese non fallibili che ne facciano richiesta contribuendo contestualmente a reimmettere nel circuito dell’economia virtuosa quei soggetti che ne sono esclusi ma in tutti i casi l’ammissione di traduce anche in un vantaggio per il creditore che, in caso contrario, non riuscirebbe a soddisfare i propri crediti o comunque a non soddisfarli in egual misura.
L’iscrizione del nominativo nelle banche dati comporta l’esclusione dall’accesso al credito frenando i consumi e l’iniziativa economica, quindi influendo negativamente sul Pil del nostro Paese.
L’accesso ad una delle procedure previste dalla legge “salva suicidi” risente di alcune criticità che, benchè trasfuse e parzialmente novellate nel nuovo codice della crisi che entrerà in vigore il 15 agosto 2020 non sono state rimosse o comunque non sono state adeguatamente affrontate.
Alcune norme possono essere applicate per analogia altre invece sono dettate in regime di specialità, quindi ineriscono solo alla materia per la quale sono state dettate.
Capita spesso, soprattutto nelle crisi da sovraindebitamento di privati cittadini, che essi non abbiano la capacità economica di sostenere gli oneri relativi all’attivazione della procedura, nonché quelli successivi.
La normativa sul gratuito patrocinio non può non trovare applicazione anche nelle procedure di sovraindebitamento, avendo le stesse carattere generale in applicazione dell’art. 24 della Costituzione e non trovando applicazione le regole sul pagamento dei professionisti proprie delle procedure di concordato preventivo, stante l’autonomia sistematica e funzionale degli istituti contemplati nella legge n.3 del 2012.
Il sovraindebitato che si rivolge all’Organismo di composizione della crisi competente per territorio deve affrontare gli oneri economici relativi al compenso per l’attività richiesta al Gestore della Crisi già nella fase iniziale; gli Occ richiedono, infatti, la corresponsione di un pagamento iniziale da €.200,00 a €. 400,00 per la sola presentazione dell’istanza di nomina del Gestore; dopo la valutazione preliminare di ammissibilità dell’istante alla procedura, l’Occ nomina un Gestore. Dopo la nomina il regolamento dell’Occ prevede sovente il pagamento di acconti fino al 50% dei compensi calcolati ai sensi degli articoli da 14 a 18 del Decreto del Ministero della Giustizia n° 202 del 2014; detti compensi in alcuni casi possono consistere anche in cifre considerevoli che il sovraindebitato non ha.
Ciò limita fortemente l’accesso alla procedura non garantendo al consumatore il ricorso alla legge in palese violazione del diritto all’assistenza tecnica e alla difesa garantito dall’art.24 della Costituzione.
Essendo le procedure di sovraindebitamento procedure concorsuali è necessario assicurare il diritto, costituzionalmente garantito dall’art. 24 Cost., all’assistenza tecnica per i non abbienti.
Un soggetto in stato di sovraindebitamento che voglia accedere ai benefici previsti dalla legge avvalendosi di un organismo di composizione della crisi (O.C.C.) può chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato con istanza al Consiglio dell’ordine degli avvocati per ottenere l’ammissione, in via provvisoria, per ciò che concerne le spese legali.
Il diritto all’ammissione al gratuito patrocinio è una diretta derivazione degli artt. 74 e 75 del d.p.r 115/2002 (Decreto Del Presidente Della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), ed a sostegno della necessità per i non abbienti di poter accedere al gratuito patrocinio nelle procedure regolate dalla l. 3/2012 depone la constatazione della necessità/obbligatorietà della difesa tecnica in tale procedimento, dopo la fase introduttiva.
Le procedure di esdebitazione hanno carattere concorsuale per cui si deve ritenere che esse hanno all’interno dell’ordinamento autonomia sistematica e di obiettivi. Il riconoscimento dell’autonomia sistematica deriva dal fatto che il legislatore ha scelto di normarle al di fuori della legge fallimentare; ciò ben si comprende considerando che l’incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni riguardante i soggetti interessati dalla l. 3/2012, per la maggior parte persone fisiche, è fenomeno totalmente diverso dall’insolvenza dell’imprenditore che esercita nella grandissima parte dei casi l’attività in forma societaria e con i requisiti ex art. 1 l.f., e accede o viene attinto dagli istituti previsti dalla legge fallimentare stessa.
Quanto agli obiettivi, la l. 3/2012 intende ristrutturare integralmente la situazione debitoria dei soggetti che si trovano nelle condizioni dalla stessa previste, evitando che una persona possa essere inseguita dai debiti tutta la vita, offrendo alla stessa la cd “seconda chance”, con la prospettiva di un pieno reinserimento sociale; oltre al primo obiettivo non è trascurabile quello di snellire la macchina della giustizia facendo diminuire il numero delle procedure esecutive individuali.
Trattasi evidentemente di obiettivi del tutto diversi da quelli contenuti nella legge fallimentare.
Né requisito richiesto per il sovraindebitato è quello di avere un patrimonio immediatamente “spendibile”, ben potendo lo stesso ottenere un finanziamento da terzi per pagare i debiti, ovvero proporne il pagamento utilizzando il proprio stipendio mensile ovvero liquidando dei beni; occorre solo che il debitore non superi i limiti di reddito al momento della proposizione della domanda.
È opportuno infatti ricordare che l’art. 24 della Costituzione italiana garantisce il diritto alla tutela giurisdizionale quale diritto fondamentale e inviolabile di ciascun individuo. La disposizione costituzionale ha trovato attuazione nel cd. Dpr spese di giustizia che prevede all’art. 74 comma 2 che “E', altresì, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate” e all’art. 75 comma 2 che “La disciplina del patrocinio si applica, in quanto compatibile, anche nella fase dell'esecuzione, nel processo di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nonché nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza, di prevenzione e nei processi di competenza del tribunale di sorveglianza, sempre che l'interessato debba o possa essere assistito da un difensore o da un consulente tecnico.” Dunque la legge sancisce in via generale il diritto del cittadino che abbia i requisiti di reddito ad essere assistito da un difensore a spese dello Stato in tutti i procedimenti civili e di volontaria giurisdizione, senza eccezione alcuna tranne quella prevista dall’art.121 t.u.
Posto che nessun limite può essere posto all’ammissibilità al gratuito patrocinio occorre verificare cosa esso comporti, dovendosi atteggiare con la difesa tecnica dell’avvocato nonché con la consulenza tecnico/contabile del Gestore della crisi. L’art 131 T.U.S.G. prevede l’anticipazione a carico dello Stato per i soli onorari del difensore; per gli onorari dovuti al Gestore della crisi sia in veste di consulente di parte che in quella di ausiliario del magistrato è applicabile la prenotazione a debito ex art 131 T.U.S.G. (“sono prenotat[i] a debito, a domanda se non è possibile la ripetizione dalla …. parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell’ammissione”).
Ne consegue che per essere i compensi del Gestore pagati effettivamente dall’Erario, a seguito della prenotazione a debito, deve ricorrere l’inadempimento del sovraindebitato all’accordo nella parte relativa alle spese in prededuzione e, dunque, il presupposto per la risoluzione del piano.

 

È dunque necessario che il Gestore inserisca il pagamento dei relativi importi nel piano.

 

Occorrerebbe che i regolamenti degli OCC si uniformassero a quelli più virtuosi adottati da alcuni di essi che, dopo i costi minimi iniziali per la gestione amministrativa dell’istanza, non prevedono ulteriori acconti nella fase istruttoria ma iscrivono l’intero credito derivante dal compenso per l’attività espletata dal Gestore tra quelli prededucibili, avvalorando in tal modo il vaglio tecnico di ammissibilità dell’accordo/piano proposto evitando di gravare ulteriormente sul sovraindebitato che non abbia agito con colpa grave e che non abbia commesso atti in frode, che in alcuni casi non possiede i requisiti di accesso alla procedura.

 

Occorrerebbe che l’Occ ed il referente dello stesso, come peraltro previsto dalla legge, svolgessero una attenta valutazione dell’istanza, verificando quantomeno la preesistenza di cause ostative ritenute insuperabili dalla legge per l’accesso alla procedura. Si tratta di un servizio oltre che di una attività professionale da svolgere.

 


Avv. Luigi Benigno
Segretario Generale

 

 

 

 

 

Chi siamo

 

Sempre più famiglie non riescono a far fronte alle spese mensili ed a garantire una vita dignitosa ai propri figli.

La crisi economica, lungi dall'essere superata, continua a mordere. La stagnazione dell'economia si interseca con il conto che banche, società finanziarie ed Agenzia delle Entrate Riscossione presentano ogni giorno ai cittadini e alle imprese. 

Le uniche statistiche in crescita sono quelle che registrano situazioni di Sovraindebitamento, intese come lo squilibrio irreversibile tra le entrate e le uscite. A tale situazione, in molti casi, è possibile porre rimedio ricorrendo ad una delle tre procedure previste dalla legge salvasuicidi.

L'associazione valuta, analizza e verifica le possibili soluzioni e vie d'uscita alle situazioni di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio disponibile per farvi fronte. Contattaci con fiducia e studieremo insieme la situazione verificando la possibilità di accedere ad una delle procedure che consentirà la liberazione definitiva dai debiti non più sostenibili.

Presidente della commissione scientifica è il dott. Nicola Graziano, giudice delegato VII sez. Tribunale di Napoli

I nostri professionisti associati

  1. Avv. Mandico Monica (Presidente) - Napoli presidente@difesaconsumatorieimprese.it 
  2. Avv. Benigno Luigi (Segretario Generale) Aversa (CE) segretario@difesaconsumatorieimprese.it
  3. Avv. Palumbo Ernesto - Aversa (CE) – Consigliere
  4. Avv. Vitale Antonio - Aversa (CE) – Consigliere
  5. Avv. Ibello Fausto - Aversa (CE) – Consigliere
  6. Dott. Esposito Mario – Napoli – Tesoriere
  7. Avv. Russo Melania - Aversa (CE) 
  8. Avv. Di Domenico Roberta - Napoli 
  9. Avv. Molfini Giuseppe – Napoli 
  10. Dott.ssa D'Angelo Eugenia - Aversa (CE) 
  11. Dott.ssa Russo Elisabetta -Tramonti (SA) 
  12. Avv. Cannatella Maria Giovanna – Catania 
  13. Avv. Romano Ilaria - Giugliano in Campania (NA) 
  14. Dott. Targi Marco – Prato 
  15. Avv. Perotti Delia – Salerno 
  16. Avv. Biafora Caterina – Torino 
  17. Avv. Caputi Marco – Bari 
  18. Dott. Dosso Nicola – Rovigo 
  19. Avv. Fiacchi Alessio - Castiglione della Pescaia (GR) 
  20. Avv. Bochicchio Salvatore – Potenza 
  21. Avv. Del Negro Nicola - Sant’Arsenio (SA) 
  22. Avv. Dandolo Edmondo - Casoria (NA) 
  23. Avv. Della Pietra Angelo - Nola (NA) 
  24. Avv. Tolino Domenico Attilio - Nocera Inf. (SA) 
  25. Dott. Cello Addolorata - Napoli 
  26. Avv. De Bottis Maria Teresa - Santa Maria Capua Vetere (CE) 
  27. Avv. Di Cuia Silvia – Taranto 
  28. Avv. Di Michele Nicomede - Frattamaggiore (NA) 
  29. Avv. Fusco Giuseppina – Napoli 
  30. Avv. Langella Pasquale - Nocera Inferiore (SA) 
  31. Avv. Massa Leone - Aversa (CE) 
  32. Avv. Peruzzi Carlo – Padova 
  33. Avv. Pietropaolo Stefano – Verona 
  34. Avv. Pinto Manuela – Nola (NA) 
  35. Avv. Tucci Teresa - Cosenza 
  36. Avv. Cantelmo Alessandro - Marano di Napoli (NA) 
  37. Avv. Carravieri Katiuscia - Rovigo (RO)
  38. Dott.ssa Mastroianni Gilda - Caserta (CE)
  39. Dott. Grimaldi Francesco - Teverola (CE)
  40. Avv. Visaggio Viviana - Napoli (NA)
  41. Avv. Capezzuto Francesca Romana (RM)
  42. Avv. Porcelli Gianluigi (RC)

 

 

 

Sovraindebitamento - uscire dai debiti si può...

Falcidiabilità dei crediti tributari con grado di privilegio, nel concordato preventivo, liquidatorio e nelle procedure da sovraindebitamento (L. 3/2012)

 

Avv. Luigi Benigno

 

In merito alla falcidia dei crediti privilegiati contenuti nelle cartelle esattoriali in carico ad Agenzia delle Entrate Riscossione, occorre fare riferimento all’art. 12 del decreto legislativo 12 Settembre 2007, n. 169 che reca modifiche al Titolo III, Capo I, della legge fallimentare. In particolare il comma 1 ha modificato l’articolo 160 del r.d. 1942/267 (legge fallimentare).

 

In particolare il comma 1 ha modificato l’articolo 160 del r.d. 1942/267 (legge fallimentare).

 

La normativa precedentemente in vigore non consentiva, in sede di concordato preventivo, ed a differenza di quanto poteva invece accadere nell’ambito di un concordato fallimentare, di offrire un pagamento in percentuale dei creditori privilegiati, neppure con riferimento a quella parte del loro credito destinata a rimanere comunque insoddisfatta avuto riguardo al presumibile valore di realizzo dei beni sui quali il privilegio insiste.

 

Si è quindi voluto, al fine di incentivare ulteriormente il ricorso allo strumento del concordato preventivo, e di eliminare una illogica diversità di disciplina rispetto al concordato fallimentare, prevedere che anche la proposta di concordato preventivo possa contemplare il pagamento in percentuale dei creditori privilegiati, semprechè la misura del soddisfacimento proposta non sia inferiore a quella realizzabile sul ricavato in caso di vendita dei beni sui quali il privilegio cade.

 

Massime relative all’art. 160 Legge fallimentare

 

Cass. civ. n. 1521/2013

 

L’avvenuta espunzione dal testo dell’art. 160 legge fall., come riformulato dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, applicabile “ratione temporis”, dell’inciso, presente nel vigore del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, che prevedeva la possibilità per l’imprenditore di proporre il concordato preventivo “fino a che il suo fallimento non è dichiarato”, ha determinato il superamento del principio di prevenzione che correlava le due procedure, posponendo la pronuncia di fallimento al previo esaurimento della soluzione concordata della crisi dell’impresa, senza peraltro che lo stesso, alla stregua dei principi generali vigenti in materia, possa oggi desumersi in via interpretativa. Ne deriva che, non ricorrendo un’ipotesi di pregiudizialità necessaria, il rapporto tra concordato preventivo e fallimento si atteggia come un fenomeno di consequenzialità (eventuale del fallimento, all’esito negativo della pronuncia di concordato) e di assorbimento (dei vizi del provvedimento di rigetto in motivi di impugnazione del successivo fallimento) che determina una mera esigenza di coordinamento fra i due procedimenti.

 

(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1521 del 23 gennaio 2013)

 

Essendo le procedure di sovraindebitamento procedure concorsuali anche ad esse è applicabile, per analogia con l’art. 160 predetto, la falcidiabilità dei crediti privilegiati, compresi quelli tributari (da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale n. 249/2019 che ha dichiarato incostituzionale l’art. 12 della legge 3/2012 nella parte in cui riserva al trattamento dell’iva la sola dilazionabilità). Ragion per cui le procedure di sovraindebitamento ben possono prevedere la falcidia dei crediti privilegiati che, altrimenti, non troverebbero alcuna soddisfazione in una alternativa liquidatoria.

 

Quindi, ancora una volta, la possibilità di proporre la falcidia dei crediti privilegiati, compresi quelli tributari, deve essere confrontata con l’alternativa liquidatoria in ragione della realizzabilità o meno di una maggiore o minore soddisfazione di tutti i crediti privilegiati.

 

Nella predisposizione della proposta deve trovare sede la corretta argomentazione in merito alla falcidia dei crediti privilegiati che dovrà necessariamente riscontrare il vaglio del Gestore della crisi prima e del Giudice dopo.

 

Ancora una volta la scarna formulazione della legge 3/2012 consente di applicare per analogia le clausole contenute nella legge fallimentare e che, in caso contrario, vertendosi comunque in analoghe procedure concorsuali, creerebbe una disparità di trattamento tra soggetti fallibili ed ammissibili alle procedure di sovraindebitamento.

 

 

 

 

L’Associazione sta aprendo sedi secondarie in diverse regioni ed in Campania sono già operative le sedi di Napoli alla via Epomeo, 81 presso lo studio della sottoscritta e la sede di Aversa alla via A. Diaz, 112 presso lo studio degli avvocati Benigno e Palumbo.

 

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Dove siamo

 Sede legale 

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Presidente Avv. Monica Mandico

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ufficio di presidenza: presidenza@difesaconsumatorieimprese.it

 

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Tel: 081 8111557

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